Approfondimento: IL RUOLO E LA RESPONSABILITÀ DEL DELEGATO: DARE CENTRALITÀ’ A CHI RAPPRESENTA GLI ISCRITTI.

La La modalità con la quale i Delegati possono chiedere di presentare un argomento all’ordine del giorno del Comitato Nazionale è attualmente macchinosa e necessita di tempi lunghi. Questo per noi ha un significato molto chiaro: se chi rappresenta gli Iscritti non può portare istanze e proposte e non ha quindi un ruolo centrale e propositivo, allora non lo hanno neanche gli Iscritti.

Per questo proponiamo una nuova procedura perché il Delegato abbia più potere propositivo e conti davvero: e con lui contino anche gli Iscritti.

La situazione attuale:
Se il CdA propone un argomento all’ordine del giorno l’iter procedurale è il seguente:

  • L’argomento viene posto all’ordine del giorno da parte del Presidente del CdA.
  • I Delegati ricevono con 15 giorni di anticipo la documentazione per l’approfondimento e per la preparazione degli interventi nella discussione. In tale ambito possono essere proposte mozioni da parte dei Delegati e da parte del CdA.
  • Se più di una, le mozioni vengono poste in votazione secondo il criterio per cui viene votata per prima quella che presenta maggiori differenze rispetto alla situazione vigente.
  • Chiusa la votazione delle mozioni l’argomento è chiuso.

Se i Delegati vogliono proporre un argomento all’ordine del giorno l’iter è il seguente:

  • Raccolta di firme sull’argomento da presentare pari a 1/4 dei delegati che rappresenti almeno il 15% degli Iscritti;
  • presentazione della richiesta al Comitato di Coordinamento del Comitato con adeguata motivazione e giustificazione in termini di interesse generale. Il Comitato di coordinamento può accogliere o respingere la richiesta, oppure chiedere di integrarla, con inevitabile allungamento dei tempi.
  • Superate le prime due fasi, la proposta viene portata all’attenzione del Presidente il quale provvederà al suo Inserimento nell’ODG del primo CND utile (in genere due/tre mesi dopo)
  • I firmatari della richiesta devono nel frattempo studiare l’argomento, predisporre tutta la documentazione a sostegno della richiesta e predisporre una mozione sulla base dei dati in loro possesso (nella prassi è estremamente difficoltoso accedere alla documentazione di Inarcassa: bisogna fare richiesta di accesso, Inarcassa ne valuta la liceità e in caso di assenso normalmente è possibile la sola visione dei documenti presso la sede a Roma)
  • In sede di discussione, ogni delegato può proporre una mozione. Spesso si verifica che una mozione chieda di rinviare l’esame della tematica dopo un approfondimento su cui è delegato il CdA.
  • Fatto ciò, il presidente del CdA riproporrà la richiesta per una seconda volta al CND (che non è detto sia quello successivo) con allegata in questo caso tutta la documentazione necessaria ed anche, se ritenuto necessario dal Presidene, con copia della delibera del CdA che sull’argomento può essersi espresso, così da dare al CND un indirizzo della strada che il CdA ritiene percorribile.
  • A questo punto parte la procedura descritta nella prima modalità.

 

E’ evidente come questa seconda modalità risulti riduttiva della volontà propositiva del Delegato e ne riduca fortemente il ruolo in seno al CND. L’impossibilità di accedere in modo completo ed esauriente alla documentazione in possesso della cassa penalizza fortemente la qualità della proposta che viene sviluppata. Infine la tempistica per seguire questo processo dal primo passo fino alla eventuale votazione finale è estremamente lunga (è possibile che passino 3 o 4 CND, cioè un anno, prima di poter arrivare in fondo alla procedura con conseguente perdita di efficacia della proposta). D’altro canto se la proposta viene fatta propria dal Presidente i tempi possono accorciarsi a qualche mese ed anche meno. Vi è quindi una discrezionalità esasperata nella tempistica decisionale.

Da quanto esaminato sembra evidente come l’unica proposta di cambiamento percorribile ed efficace sia non tanto quella di proporre una ulteriore struttura aggiuntiva rispetto ai già presenti CND, Comitato di coordinamento, CdA e Presidenza, quanto quella di una modifica nella procedura per snellire l’iter e garantire il ruolo e la responsabilità del delegato.

PROPOSTA:
Una nuova procedura:

  • Un gruppo di Delegati si rende promotore di un argomento di comune interesse e raccoglie il numero di firme necessarie a portare l’argomento in CdA. Può esere confermato il binomio ¼ e 15%;
  • Tre dei firmatari della proposta, che possono essere i primi tre se non diversamente espresso, si prendono in carico lo studio e l’approfondimento dell’argomento.
  • Con adeguato anticipo, il Cda avrà commissionato alla struttura interna di Inarcassa uno studio approfondito dei dati e degli strumenti ritenuti utili alla discussione inviando ai tre rappresentanti dei firmatari tutta la documentazione necessaria così come viene inviata ai Consiglieri d’amministrazione (una settimana prima del CdA). In caso di carenza informativa i tre Delegati possono richiedere un approfondimento della documentazione.
  • I tre firmatari vengono convocati nella prima seduta utile del CdA, all’interno di uno slot temporale assegnato alla discussione di quella proposta.
  • Nel corso della seduta deputata del CdA, i firmatari ancorchè soggetti non deliberanti, partecipano alla discussione in modo paritario rispetto ai consiglieri. Hano diritto di parola e discussione ma non di voto.
  • Dalla Discussione scaturirà dal CdA una proposta relativa all’argomento, eventualmente integrata con un commento a latere dei tre rappresentanti del CND, che possa essere sottoposta all’esame del CND e quindi ad approvazione oppure a bocciatura in sede di assemblea.

Questa modifica, sfruttando il meccanismo regolamentare esistente, garantisce al Delegato la dignità di trattamento rispetto al CdA (che non è altro se non espressione dei Delegati), uguaglianza di conoscenza dei dati e delle informazioni rispetto ai consiglieri, responsabilità della propria formazione tecnica in materia per consentirgli di argomentare la discussione, capacità propositiva rispetto alla linea definita dal CdA.