Approfondimento: RILANCIO DI INARCASSA PER IL RILANCIO DELLA PROFESSIONE

RILANCIO DI INARCASSA PER IL RILANCIO DELLA PROFESSIONE: FARE SQUADRA PER RISOLVERE UN PROBLEMA COMPLESSO!

Senza lavoro non c’è sistema previdenziale che tenga. Questo ovvio problema ha una soluzione non banale: il rilancio della professione è un tema molto complesso sul quale non è possibile pensare di agire senza un’approfondita conoscenza delle cause del problema, con interventi spot, e senza coordinarsi con gli altri organi istituzionali, andando a frammentare ulteriormente una categoria numerosissima ma debole perché divisa.

Va attuata una strategia: obiettivi di lungo periodo e di corto periodo. Bisogna porsi, a partire da un problema complesso la cui soluzione non è dietro l’angolo, pochi, concreti obiettivi da raggiungere tramite un sistema di azioni i cui risultati vanno monitorati nel tempo.

Vogliamo risolvere il nodo della regolarità contributiva che, in un momento di forte crisi, crea un circolo vizioso svantaggioso per tutti: l’Iscritto non in regola con i contributi deve rinunciare all’incarico affidato dalla P.A., quindi non percepisce il compenso e ha ancora maggiori difficoltà a pagare la Cassa.

Il Codice degli Appalti pone infatti in capo ai liberi professionisti senza dipendenti un obbligo analogo a quanto accade per le imprese edili con il DURC, trasferendo in maniera impropria il concetto di regolarità contributiva sulla base della sola analogia della categoria di lavori svolti per la P.A. (lavori edili).
Con il passaggio al regime contributivo, il mancato pagamento dei contributi ricade principalmente sul calcolo previdenziale dell’Iscritto. Altresì, lo stesso mancato pagamento dei contributi può configurarsi come una pratica di “concorrenza sleale” nei confronti di chi, pur con sacrificio, continua a versare il dovuto. La situazione va però contestualizzata: in un momento di forte crisi è difficile marcare una linea netta tra furbi e onesti, tra chi non paga pur potendolo fare e chi non paga perché obiettivamente impossibilitato.
L’attestato di regolarità contributiva non può diventare lo strumento attraverso il quale Inarcassa ottiene, tramite un ricatto, la riscossione dei propri crediti.

PROPOSTE:

  • esercitare un’azione di pressione congiunta da parte di Inarcassa, Consigli Nazionali, Sindacati, Ordini Provinciali, a livello sia politico che giuridico, per il cambiamento del Codice degli Appalti, che annulli l’istituto della regolarità contributiva per l’affidamento di incarichi inerenti la progettazione per i liberi professionisti senza dipendenti, poiché esso non risponde alla ratio della norma per cui è stato creato l’analogo strumento del DURC (emersione del lavoro nero);
  • se tale azione non va in porto, esercitare una pressione per prevedere definitivamente l’istituto della surroga anche per i liberi professionisti (contrariamente a quanto chiarito dall’ Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici con documento prot. n. AG 26/2011. Vai a questo link per più info.
  • facilitare l’accesso all’istituto della surroga tramite apertura on-line della pratica e possibilità di seguirne l’espletamento tramite consolle previdenziale;
  • modulare l’istituto della surroga in modo da consentire all’Iscritto, in questo momento di crisi, di trattenere per sé una parte del compenso;
  • nelle more di tale azione, prevedere che le pratiche per sanare eventuali irregolarità contributive ed ottenere l’attestazione conseguente siano espletate on line tramite consolle previdenziale per il raggiungimento della massima efficienza e trasparenza nel più breve tempo possibile.