E voi cosa vi aspettate. #Insieme

Come penso sappiate oramai tutti, Inarcassa ha previsto lo stanziamento di 100 milioni come ulteriore aiuto ai suoi iscritti, da sommare a quelli già deliberati per i provvedimenti in atto, e da affiancare a quelli che lo Stato sta erogando (in realtà per ora stanno anticipando le Casse di tasca loro, cioè nostre) e che erogherà, vedremo in che misure, nei prossimi mesi.

Questa promessa, accolta con plauso unanime (finalmente!), ha impegnato Inarcassa nei confronti dei suoi iscritti in maniera sostanziale rispetto all’emergenza COVID-19 ed ha giustamente generato delle aspettative in tutti noi, oltre ad un certo senso di suspense, visti i tempi di attesa, oserei dire, non me ne voglia nessuno, dilatati. “come Inarcassa, il CdA, i Delegati potrebbero pensare di impiegare questi soldi per sostenere la professione e i professionisti in questo momento” è la domanda delle domande. “Veramente finalmente avremo una Cassa che si affiancherà a noi comprendendo le nostre necessità in questo difficile momento” è la scettica speranza .

Ed ecco che, nella sempre più crescente foschia di queste settimane, una nota pubblicata oggi sul sito di Inarcassa sembrerebbe svelarci qualche indizio: la linea prevista dal C.d.A parrebbe essersi delineata, prima ancora che se ne possa discutere in Comitato dei Delegati: la maggior parte dello stanziamento sarebbe (come vedete i condizionali cautelativi sono d’obbligo) sulla rampa di lancio nel razzo, destinazione luna, chiamato “Prestito a tasso zero”, razzo dove potrebbero trovar posto anche gli irregolari, con la clausola però di dover ripianare, con una quota parte del prestito, il proprio debito verso l’Ente. Un latinissimo “do ut des” insomma per poter entrare in possesso del biglietto d’ingresso. Il provvedimento impegnerebbe circa l’80% del totale dei 100 milioni stanziati, tra finanziamento e fondo di garanzia. Il restante 20% potrebbe coprire un sussidio una tantum per chi ha figli (under 7 o under 12 dipende), un sussidio di 600 euro ai pensionati di invalidità e ai superstiti oggi esclusi dal CuraItalia (sacrosanto), e un sussidio per i “sospetti” COVID-19 che siano certificati da documentazione medica ma senza tampone.

Insomma, per il CdA alla maggior parte della platea degli iscritti ora servono prestiti…
E quindi, cari Architetti e Ingegneri, prima che questo razzo accenda i motori e parta definitivamente verso il nostro amatissimo satellite, e che noi si stia lì a vederlo sfrecciare oltre l’atmosfera, chiedo a voi di esprimervi, con modi garbati e in maniera costruttiva mi raccomando. Cosa ne pensate, cosa vorreste, come vi aspettate che Inarcassa debba aiutare i liberi professionisti in questo momento, questo ci interessa, sia per affrontare l’emergenza attuale, sia per permetterci di ripartire nei prossimi mesi.

Cerchiamo di non chiedere la luna, che per quella già ci sta il razzo.

https://www.inarcassa.it/site/home/news/articolo8238.html