I nuovi Delegati Nazionali 2020-2025

Il 10 aprile 2020 sono terminate le operazioni di voto per il nuovo Consiglio Nazionale dei Delegati di Inarcassa.

Per la prima volta le operazioni di voto sono avvenute telematicamente e questo ha portato ad una partecipazione mai vista prima. Infatti per eleggere i delegati, le varie province dovevano esprimere un quorum minimo di voti per le singole sezioni di Architetti ed Ingegneri. Tutte le grandi province, con quorum più alti, hanno superato facilmente la soglia al primo turno;  persino Roma sezione Architetti, che con 1878 votanti di quorum aveva sempre superato con difficoltà lo sbarramento all’ultimo turno è riuscita nella prima settimana di votazioni. Solo 5 province non hanno raggiunto il quorum alla prima tornata elettorale nel mese di marzo, riuscendoci tutte nel mese di aprile.

Questa grande affluenza, probabilmente dovuta alla modalità di voto più veloce e favorita anche dall’emergenza Covid-19, che imponendoci di restare a casa, ha favorito un maggior interessamento agli argomenti legati alla professione, non ha portato però, i risultati attesi dal nostro gruppo.

Inarcassa Insieme  che aveva candidato sette aspiranti delegati (6 architetti ed 1 ingegnere) nelle rispettive province ha ottenuto l’elezione di:

mentre gli altri candidati: Luca Coraggio, Andrea Saettone, Paolo Puccioni e Marco Lombardini, rispettivamente nelle province di Salerno, Vercelli, Firenze e Roma non sono riusciti nell’impresa.

Se da una parte è giusto esprimere il massimo orgoglio per il risultato ottenuto da Francesco De Angelis che è riuscito a scalzare il delegato storico di Frosinone M. Ciotoli, e i complimenti per le delegate di Lucca e Modena, che ancora una volta sono state premiate per il lavoro svolto dentro e fuori il CND, dall’altra non possiamo che rammaricarci per la sconfitta degli altri nostri candidati ed in particolar modo per Marco Lombardini, delegato uscente per gli architetti di Roma.

Le cause di questo risultato sono da riscontrarsi in una compagna elettorale iniziata in ritardo ed infine fermata, per scelta il 16 marzo, durante la prima sessione di voto, vista  la particolare situazione legata al coranovirus. Si era pensato infatti di non appesantire ulterioriormente i colleghi ingegneri e architetti con telefonate dirette e serrate news letters, vista la particolare situazione di emergenza.

Quanto è stato messo in campo dai nostri candidati, le competenze  sulla cultura previdenziale, la convinzione di un reale cambiamento di rappresentanza e l’interesse mostrato in questi anni per i temi più dibattuti da Inarcassa,  non sono stati sufficienti ad attirare l’attenzione degli elettori delle province di Salerno, Vercelli e Firenze. In queste province, infatti, ingegneri ed architetti, vuoi per uno strano automatismo elettorale che spinge a votare il nome più conosciuto, vuoi per personale simpatia, hanno preferito continuare ad essere rappresentati dagli stessi nomi che da anni siedono in CND.

A Roma invece l’impegno mostrato in questi anni da Marco Lombardini, non sembra essere stato considerato. Eppure l’operato del delegato romano in sinergia con Patrizia Stranieri Natalia Leone nel divulgare ed informare su argomenti dibattuti nel CND di Inarcassa, il diffondere idee su previdenza e professione, sono stati enormemente apprezzati da numerosi colleghi, ma anche in questo caso non è stato sufficiente. Senza prescindere dagli errori fatti in campagna elettorale sembra che il messaggio di serietà e competenza che si è voluto trasmettere non sia passato. Gli architetti romani hanno preferito indirizzarsi oltre che verso due nomi popolari, ormai delegati storici, quali M. Alcaro e G. Valle, i quali si può dire hanno il loro zoccolo duro di votanti, anche verso due nomi nuovi pressoché  sconosciuti.

Che Roma fosse una piazza difficile lo si sapeva, ma che una campagna elettorale  sicuramente incalzante, portata avanti dagli altri candidati, sia stata sufficiente a superare l’effettivo e più volte dimostrato impegno uniti ad altrettante dimostrate competenze in materia previdenziale del nostro delegato uscente fa riflettere sull’elettorato medio romano, su quanto questo si interessi della previdenza e di quanto Inarcassa incida sulla sua vita.

Di sicuro Marco Lombardini non si ferma, continuerà le sue battaglie con l’associazione dando tutto il supporto possibile ai candidati eletti.

Esprimiamo un sentito augurio di buon lavoro ai delegati eletti ed un invito a non abbandonare la discussione sui temi previdenziali  a quelli che non ce l’hanno fatta.

Si rimanda al link istituzionale per l’elenco completo dei risultati delle votazioni.