INARSIND BARI intervista i delegati provinciali INARCASSA

Gentili iscritti,
la congiuntura economica che ormai attanaglia il paese e la nostra professione, il persistere di un atteggiamento politico rivolto ormai solo ad aumentare “gabelle” ed oneri verso le professioni libere, con richieste continue di trasparenza, tagli alla spesa pubblica e al welfare, la recente riforma delle professioni di ingegnere ed architetto unitamente alla nuova riforma di Inarcassa, ha indotto Inarsind Bari a porre la sua attenzione sui diversi aspetti succitati. Sensibile anche alle numerose richieste pervenute in questo senso dai colleghi, il Direttivo Inarsind Bari ha scelto di interessarsi dapprima ad Inarcassa ed allo scopo ha formato una commissione composta dal Presidente ing. Daniele Marra e dai consiglieri ing. Tommaso Carofiglio ed arch. Giancarlo Quaranta.
I predetti membri dopo aver consultato diversi colleghi ed in concerto con il consiglio direttivo a seguito di dibattiti interni a Inarsind Bari hanno prodotto alcune domande che ritenute interessanti ed utili alla categoria, Inarsind Bari ha deciso di porre all’Ing. Nicola Caccavale ed all’Arch. Andrea Fiume, attuali Componenti del Consiglio Nazionale dei Delegati Inarcassa rispettivamente per gli ingegneri e per gli architetti.
Acquisita la disponibilità dall’ing. Caccavale e dall’Arch. Fiume, in data 22 aprile 2014 Inarsind Bari ha trasmesso agli stessi le domande elaborate. Di seguito si acclude la lettera ufficiale così come inviata, nel cui corpo sono contenuti i quesiti formulati.
A seguito della richiesta fatta ai delegati provinciali è stato prorogato il termine utile per la ricezione delle risposte al giorno 20 Giugno 2014.
Entro tale data sono pervenute in forma scritta le risposte ai quesiti anch’esse disponibili in questa pagina.
Buona lettura.

Inarsind Bari
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Di seguito le domande che INARSIND BARI ha posto ai delegati provinciali INARCASSA:

Oggetto: Trasmissione domande aperte.

InarSind Bari nel ringraziarTi per la disponibilità dimostrata nel voler partecipare a questa iniziativa finalizzata ad informare con notizie di prima mano i nostri associati, Ti formula le seguenti 8 domande:

  1. Sono ritenuti validi ai fini pensionistici gli anni di contribuzione per i quali il professionista dichiara un fatturato/reddito professionale basso ovvero nullo purché in regola con i versamenti ?
  2. Ritenete che sia data una doppia chance all’iscritto per garantirgli un importo di pensione minimo calcolato con il metodo retributivo ed un importo massimo calcolato mediante la capitalizzazione dei contributi?;
  3. Ritenete che sia auspicabile porre un freno agli aumenti dei contributi previdenziali, siano essi obbligatori o volontari e che venga ripristinata la pensione minima secondo il vecchio statuto in merito alla situazione economica contingente?;
  4. E’ regolamentata la Compensazione tra i contributi previdenziali da versare ad INARCASSA ed i crediti IRPEF (o IVA o altra imposta o contributo pagabile mediante F24) come stabilito da Decreto Ministeriale del MEF del 10 gennaio 2014?
  5. Quali sono le modalità di voto per le prossime elezioni dei Delegati INARCASSA?
  6. Ritenete che debba essere il CND l’unico organo di controllo della gestione e dell’investimento del patrimonio immobiliare e mobiliare di Inarcassa?;
  7. Ritenete che sia opportuna una maggiore trasparenza gestionale degli investimenti e degli atti da parte di INARCASSA con relativa e puntuale informazione agli iscritti ed eventuale partecipazione e suggerimenti degli stessi alle iniziative del CND?;
  8. Qual è il ruolo del Delegato INARCASSA?

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Di seguito le risposte dei delegati provinciali INARCASSA

ING. CACCAVALE risponde:

1) Sono ritenuti validi ai fini pensionistici gli anni di contribuzione per i quali il professionista dichiara un fatturato/reddito professionale basso ovvero nullo purché in regola con i versamenti?

Gli anni di esercizio della libera professione per i quali l’iscrizione e la contribuzione risultano regolari sono efficaci ai fini pensionistici e assistenziali.
La nostra associazione assicura una previdenza e offre un’assistenza a chi svolge con carattere di continuità e in forma esclusiva la professione di ingegnere ed architetto. E’ l’ente della categoria “ingegneri ed architetti liberi professionisti”, intesi come coloro che traggono fonte di reddito principale se non esclusiva dall’esercizio della professione.
Recentemente Inarcassa ha avviato un’indagine al fine di accertare, per alcuni professionisti, l’effettivo esercizio esclusivo e continuativo della professione di ingegnere ed architetto, avendo rilevato che le loro denunce dei redditi e dei volumi d’affari professionali erano entrambi nulli per almeno 5 anni continuativi. Per la metà di questi professionisti la denuncia a zero
si estende a non meno di 10 anni. Il numero di colleghi esaminati è stato molto contenuto, circa 300 in tutta Italia, ed alcuni di loro effettivamente stavano svolgendo tutt’altra attività.
Inarcassa doveva intervenire per le seguenti ragioni:

a) La magistratura ha emesso numerose sentenze, su istanza di colleghi ricorrenti, nelle quali ha disposto ai fini dell’iscrizione a Inarcassa che non si può considerare il solo requisito oggettivo (albo, I.V.A. e non dipendenza) ma anche quello sostanziale di produzione di fatturato per l’effettivo esercizio della professione. In altre parole i giudici hanno ritenuta obbligatoria l’iscrizione all’ente solo in presenza di reddito professionale non nullo.
b) La legge n.111/2011 disciplina la chiusura della partita I.V.A. se inattiva per 3 anni continuativi.
c) Il calcolo retributivo della prestazione può dare origine a pensioni basse in presenza di ridotti redditi. Al limite:
30 (anni di iscrizione) x 2% (coefficiente minimo di capitalizzazione) x 0 (media reddituale) = euro 0 (a meno della solidarietà della categoria).

La pensione retributiva è nulla se i redditi sono nulli, anche dopo 30 anni di contribuzione, risultando così l’iscrizione un danno per il collega che si potrebbe trovare a non avere una previdenza. Con il calcolo contributivo della prestazione, inserito dal 2013, questo problema non ci sarà più.
Pertanto Inarcassa ha dovuto avviare l’indagine tra chi per un lungo periodo non ha prodotto alcun reddito e fatturato professionale, chiedendo loro la dimostrazione dell’effettivo e continuativo esercizio professionale.

2) Ritenete che sia data una doppia chance all’iscritto per garantirgli un importo di pensione minimo calcolato con il metodo retributivo ed un importo massimo calcolato mediante la capitalizzazione dei contributi?

In generale in un sistema contributivo la prestazione erogata e’ commisurata al contributo versato. In un sistema retributivo, invece, la prestazione può non essere commisurata al versato. Era il caso di Inarcassa che erogava pensioni solo in parte coperte dai contributi versati. Si parla di metodo a contribuzione definita nel primo caso, a prestazione definita nel secondo.
Il 2012 ha impegnato molto il CND che, a seguito delle imposizioni del cosiddetto Decreto SalvaItalia di garantire l’equilibrio finanziario a 50 anni, ha deliberato, a larga maggioranza, di cambiare volto alla previdenza progettando e realizzando un nuovo sistema di welfare, nel rispetto dei diritti quesiti, delle aspettative maturate, dell’equità tra generazioni e dell’equilibrio finanziario di lunga durata. I delegati hanno scelto di non innalzare le aliquote contributive, già riviste nel 2008, ma di rapportare le pensioni ai contributi versati nel rispetto del principio del pro-rata. Sarebbe bello poter garantire a tutti una pensione più che dignitosa come quella minima Inarcassa (euro 10.854,00 nel 2014) ed una quota aggiuntiva con il calcolo contributivo ma non è chiaro chi coprirebbe la quota di pensione minima se la pensione complessiva viene rapportata ai contributi che ciascun iscritto versa. A meno che non si voglia istituire l’equivalente del reddito di cittadinanza, un onere che inevitabilmente sarebbe a carico degli associati futuri, i cui contributi servirebbero solo per coprire le pensioni nel frattempo erogate.
Ricordo che la rivalutazione annua dei contributi accantonati è pari al cosiddetto “P.I.L. degli iscritti ad Inarcasa”, con un minimo pari a 1,5%, e che dal 2015 sarà possibile prevedere di incrementare il tasso di capitalizzazione rispetto al minimo utilizzato per il 2013, impiegando parte del rendimento del patrimonio, come previsto dal nostro Regolamento. Per informazione, ricordo che il tasso di rivalutazione delle pensioni nella previdenza pubblica è stato 0,2% (meno di 1/7 di quello che Inarcassa garantisce).

3) Ritenete che sia auspicabile porre un freno agli aumenti dei contributi previdenziali, siano essi obbligatori o volontari e che venga ripristinata la pensione minima secondo il vecchio statuto in merito alla situazione economica contingente?

La pensione minima continua ad essere garantita anche nel nuovo sistema previdenziale grazie alla solidarietà della categoria e alla solidità della Cassa, ma solo nei casi di effettivo bisogno. Non credo giusto garantire una pensione minima a chi non ne ha bisogno, sottraendo in tal modo risorse ad altre forme di solidarietà ed assistenza.
La pensione minima è stata apertamente già contestata dai Ministri vigilanti in fase di approvazione della riforma 2012, in quanto ricordo che nel sistema INPS ormai non esiste più, per cui non è facile che l’istituto possa essere ulteriormente esteso. E con quali contributi, in un sistema che restituisce quanto accantonato, verrebbero pagate le pensioni minime comunque assicurate? A meno che questa proposta populistica non sia a scopo elettorale!
Ricordo che le variazioni regolamentari, ampiamente discusse ed approvate, come detto a larghissima maggioranza, sono state necessarie per garantire l’equilibrio finanziario del sistema non più a 30 anni ma a 50 anni con riferimento al solo saldo previdenziale (contributi meno prestazioni) e non al saldo totale (compreso il rendimento del patrimonio). Un ritorno anche parziale alle regole ante 2013, specialmente alla pensione minima garantita, inficerebbe la stabilità conseguita e tutto a danno delle future generazioni e sinceramente non capisco come potrebbe essere approvata dai Ministeri.
La riforma previdenziale, in vigore dal 1° gennaio 2013, non ha variato le aliquote di contribuzione soggettiva ed integrativa, già previste in misura ordinaria rispettivamente al 14,5% e al 4%. In un sistema di calcolo contributivo il quantum di pensione è proporzionale al versato. E’ facoltà dell’associato incrementare il proprio montante contributivo con versamenti facoltativi al fine di raggiungere assegni mensili più generosi e consoni al proprio tenore di vita. La contribuzione volontaria non può essere inferiore all‘1% e superiore al 8,5 % del reddito professionale dichiarato.

4) E’ regolamentata la Compensazione tra i contributi previdenziali da versare ad INARCASSA ed i crediti IRPEF (o IVA o altra imposta o contributo pagabile mediante F24) come stabilito da Decreto Ministeriale del MEF del 10 gennaio 2014?

La legge dello Stato da quest’anno lo consente. Sarà il Comitato Nazionale dei Delegati di prossima convocazione ad esprimersi in merito. In caso positivo il CDA provvederà di conseguenza ad adeguare le procedure.

5) Quali sono le modalità di voto per le prossime elezioni dei Delegati INARCASSA?

Le operazioni si svolgeranno nel rispetto del vigente “Regolamento sulle modalità di votazione per la elezione dei componenti il Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa” disponibile sul sito della associazione. Il CDA ha commissionato agli uffici uno studio dettagliato su modalità alternative, come il voto elettronico che è già stato portato all’attenzione del CND (procedura che non è stata condivisa). Qualsiasi modifica dovrà essere deliberata prima dal Comitato e poi approvata dai Ministeri vigilanti (ragionevolmente è altamente improbabile che questo possa accadere in tempo utile).

6) Ritenete che debba essere il CND l’unico organo di controllo della gestione e dell’investimento del patrimonio immobiliare e mobiliare di Inarcassa?

Il CND non è organo di controllo ma l’organo di indirizzo che approva i bilanci, stabilisce i criteri generali cui deve uniformarsi l’amministrazione di Inarcassa, delibera i criteri di individuazione e ripartizione del rischio degli investimenti adottando l’asset allocation strategica.
Gli organi di controllo istituzionali sono:

– Il collegio dei Sindaci/Revisori: partecipa a tutti i Consigli di amministrazione, a tutte le Giunte Esecutive e a tutti i Comitati Nazionali dei Delegati. E’ composto da 5 membri, di cui tre di nomina ministeriale (Ministero del Lavoro, dell’Economia e della Giustizia) e due eletti nell’ambito del CND. Il Presidente del collegio è il rappresentante del Ministero del Lavoro.
– I due Ministeri che vigilano su tutto l’operato del CDA e dello stesso CND: il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia ogni anno approvano il bilancio di previsione, il bilancio consuntivo e devono approvare anche tutte le delibere in materia di contribuzioni, i
regolamenti e le loro modifiche, lo statuto e le sue modifiche;
– La Corte dei Conti: esercita il controllo sulla gestione redigendo una approfondita relazione sugli assetti di natura previdenziale, gestionale e finanziaria che viene trasmessa ai Ministeri (nel sito Inarcassa è presente quella relativa al Bilancio Consuntivo 2013).
– La Commissione Bicamerale (commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale): gode di ampi poteri e convoca periodicamente in audizione le Casse su qualsiasi tema e/o attività ed espressamente negli investimenti.
– La Covip (autorità amministrativa indipendente di controllo oltre che dei fondi pensione anche delle casse di previdenza): recentemente è stata incaricata anche della vigilanza sugli investimenti finanziari e sul patrimonio delle Casse professionali. Ad essa, con periodicità annuale, viene inoltrato un dettagliatissimo report contenente schede specifiche sui singoli investimenti ripartiti per tipologia, area geografica e valuta, che costituiscono la base della relazione che viene inoltrata ai Ministeri di valutazione dell’operato.

A questi si aggiungono quelli di fatto non istituzionali come l’Osservatorio Permanente su Inarcassa che mi risulta essere stato istituito da Inarsind e il controllo che ogni associato può esercitare mediante la consultazione di tutti i documenti disponibili nella parte riservata del sito.

7) Ritenete che sia opportuna una maggiore trasparenza gestionale degli investimenti e degli atti da parte di INARCASSA con relativa e puntuale informazione agli iscritti ed eventuale partecipazione e suggerimenti degli stessi alle iniziative del CND?

Inarcassa assicura la massima trasparenza sugli investimenti, proprio perchè è corretto che i primi controllori siano gli associati. Tutte le informazioni sul patrimonio sono disponibili su Inarcassa online (l’asset allocation strategica, la consistenza analitica del patrimonio immobiliare, la consistenza analitica del patrimonio mobiliare, il regolamento di gestione del Fondo Inarcassa Re, il manuale di controllo della gestione finanziaria, il piano triennale degli investimenti 2013-2015 approvato dai Ministeri vigilanti).
Tuttavia ciascuno deve svolgere il compito assegnato. Gli associati eleggono i delegati che compongono il CND. Il CND ha un ruolo politico e di indirizzo, elegge il CDA che ha il compito di gestire il patrimonio nel rispetto dei limiti e obiettivi tracciati dallo stesso CND. La trasparenza è massima in Inarcassa: pubblica ormai da molti anni i bilanci preventivo e consuntivo, i bilanci tecnici attuariali, i regolamenti, i report delle riunioni di CDA, GE e CND, relazioni della Corte dei Conti. Ma ritengo che quello che interessa agli iscritti siano i risultati della gestione, più che il singolo investimento nel singolo titolo. Ma vediamo come avviene il processo di investimento.
Le procedure di investimento avvengono secondo la best pratiche di mercato. Le scelte di investimento seguono una rigorosa procedura formalizzata che si basa su beauty contest competitivi a cui vengono chiamati a partecipare, mediamente una decina tra i principali gestori specializzati. Una volta selezionati gli investimenti dal CDA la Direzione Amministrazione e Controllo della Cassa verifica la conformità dell’esecuzione degli investimenti da parte della Direzione Patrimonio, alle delibere adottate. Inarcassa è stata la prima ad avere una banca depositaria che monitora quotidianamente tutti gli investimenti, li valorizza e ne controlla la compatibilità con le normative in vigore e i limiti contrattuali, in analogia a quanto previsto per i fondi complementari. Oltre alla banca depositaria c’è un controllore del rischio (Risk Manager) esterno che misura, ogni mese, il rischio degli investimenti e ne verifica la compatibilità con le scelte strategiche della Cassa. E’ stata attuata una estesa diversificazione degli investimenti, al fine di ottimizzare il profilo di rischio e di rendimento del patrimonio. I suggerimenti naturalmente sono ben accetti se rispettano i criteri di rendimento/ rischio deliberati.

8) Qual è il ruolo del Delegato INARCASSA?

La dizione corretta e “Componente del Comitato Nazionale dei Delegati Inarcassa” che viene abbreviato in “Delegato Inarcassa”, ma ciascun componente del Comitato Nazionale non ha e non riceve nessuna delega da Inarcassa o da altri. Il componente viene eletto per provincia e in rappresentanza della categoria professionale di appartenenza. I compiti del CND e conseguentemente dei suoi componenti sono puntualmente descritti nell’articolo 12 dello Statuto, che si riporta di seguito:
a) stabilire i criteri generali cui deve uniformarsi l’amministrazione di INARCASSA;
b) deliberare sulle modificazioni e le integrazioni allo Statuto;
c) determinare la misura degli emolumenti ai componenti del Consiglio di Amministrazione, della Giunta Esecutiva e del Collegio dei Revisori dei Conti;
d) deliberare in ordine ai regolamenti riguardanti le attività di previdenza e assistenza, alle loro modificazioni ed integrazioni, e sulle variazioni della misura delle contribuzioni;
e) eleggere il Consiglio di Amministrazione ed i due revisori effettivi ed i due supplenti di sua competenza;
f) approvare il bilancio preventivo, le eventuali variazioni ed il conto consuntivo di INARCASSA;
g) nominare, su proposta del Consiglio di Amministrazione, la società cui affidare la revisione contabile e la certificazione di cui all’art. 2, terzo comma del Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509;
h) deliberare, con decisione definitiva motivata, sui rilievi effettuati dai Ministeri vigilanti ai bilanci preventivi, ai conti consuntivi ed in merito alle altre materie di cui all’art. 3, comma 3, del Decreto Legislativo 30 giugno 1994, n. 509;
i) esprimere parere su ogni altra materia sottoposta alla sua attenzione dal Consiglio di Amministrazione;
l) esercitare tutte le altre attribuzioni previste dal presente Statuto e da altre fonti normative in materia;
m) deliberare la nomina del Collegio dei Revisori dei Conti.

Il Comitato e quindi chi lo compone, determinano gli obiettivi dell’ente la cui attuazione viene affidata al Consiglio di Amministrazione quale esecutore delle linee strategiche e di indirizzo democraticamente deliberate. La stessa redditività obiettivo del patrimonio Inarcassa, a fronte di un rischio sotteso, che è posto lungo la “frontiera efficiente”, viene deliberata dal Comitato Delegati mediante lo strumento di programmazione finanziaria chiamato asset allocation.
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ARCH. FIUME risponde:

1) Sono ritenuti validi ai fini pensionistici gli anni di contribuzione per i quali il professionista dichiara un fatturato/reddito professionale basso ovvero nullo purché in regola con i versamenti?

La risposta a questa domanda, così formulata, non è immediata. Entrano in gioco vari elementi, che bisognerebbe valutare sul singolo caso, di volta in volta.
Una cosa è certa, nel RGP 2012 non è più previsto quanto riportato all’art. 25.4 dello Statuto approvato il 28 novembre l995 e in vigore fino al 31 dicembre 2012, che garantiva comunque una dignitosa pensione minima.
Inoltre, la Giunta Esecutiva di INARCASSA, dall’entrata in vigore del RGP 2012 e cioè dal 1° gennaio 2013, in presenza di regolari versamenti dei contributi soggettivi, a fronte di redditi pari a 0,00 euro, ha operato l’annullamento di tali anni di anzianità, arrivando a negare la pensione a colleghi ingegneri e architetti che oggi sopravvivono con 0,00 euro di pensione o in alcuni casi con poche centinaia di euro l’anno.
Tutto ciò è in netto contrasto con le norme vigenti, in quanto la previsione dell’art. 7.6 del Nuovo Statuto, identica a quella dello Statuto approvato il 28 novembre 1995 e in vigore fino al 31 dicembre 2012, che prevede:
– La Giunta Esecutiva di INARCASSA può provvedere alla revisione degli iscritti con riferimento ai requisiti di continuità dell’esercizio professionale nell’ultimo quinquennio, rendendo inefficaci agli effetti della anzianità di iscrizione i periodi per i quali, entro il medesimo termine, detta continuità non risulti dimostrata;
non è mai stata indirizzata, dalle Giunte Esecutive che si sono succedute dal 1995 in poi, a verificare il reddito bensì a verificare la compresenza dei tre requisiti dell’art. 7.2, così come previsto dal vecchio e dal Nuovo Statuto.

2) Ritenete che sia data una doppia chance all’iscritto per garantirgli un importo di pensione minimo calcolato con il metodo retributivo ed un importo massimo calcolato mediante la capitalizzazione dei contributi?

Certamente sì. Purtroppo ciò oggi non è previsto dal RGP 2012, ma auspico che nel prossimo quinquennio, con il rinnovo dei Delegati, vengano introdotte nuove norme il tal senso.

3) Ritenete che sia auspicabile porre un freno agli aumenti dei contributi previdenziali, siano essi obbligatori o volontari e che venga ripristinata la pensione minima secondo il vecchio statuto in merito alla situazione economica contingente?

Certamente sì. Purtroppo ciò oggi non è previsto dal RGP 2012, ma auspico che nel prossimo quinquennio, con il rinnovo dei Delegati, vengano introdotte nuove norme il tal senso.

4) E’ regolamentata la Compensazione tra i contributi previdenziali da versare ad INARCASSA ed i crediti IRPEF (o IVA o altra imposta o contributo pagabile mediante F24) come stabilito da Decreto Ministeriale del MEF del 10 gennaio 2014?

Oggi ancora non è prevista dalle norme vigenti in INARCASSA. E’ all’O.d.G., con la prossima Adunanza del Comitato Nazionale dei Delegati del 26 e 27 giugno p.v., la discussione della modifica dell’art. 10 del RGP 2012, per introdurre la possibilità di compensare i crediti d’imposta con i contributi previdenziali/assistenziali dovuti tramite il Modello F24. La durata dell’iter amministrativo, laddove venga approvata la modifica, fa ragionevolmente ritenere che la nuova modalità di pagamento possa prendere avvio a partire dalle scadenze contributive dell’anno 2015.

5) Quali sono le modalità di voto per le prossime elezioni dei Delegati INARCASSA?

Ad oggi, e certamente così avverrà in quanto non ci sono più i tempi tecnici per apportare delle modifiche, le modalità di voto sono quelle previste dal “Regolamento sulle modalità di votazione per la elezione dei componenti i Comitato Nazionale dei Delegati di INARCASSA”, che è facilmente scaricabile dal sito di INARCASSA.
Posso riassumere le tappe fondamentali:
– entro il mese di novembre 2014 il Consiglio di Amministrazione indice le nuove elezioni mediante deliberazione;
– entro 7 giorni dalla data di deliberazione INARCASSA comunica a tutti gli iscritti I’avvenuta adozione della deliberazione medesima;
– le candidature devono pervenire ad INARCASSA entro 40 giorni dalla data della deliberazione;
– la data di inizio delle operazioni di voto, presumibilmente avverrà entro il mese di febbraio/marzo 2015;
– le votazioni per I ’eIezione del nuovo Consiglio di Amministrazione avverranno entro il 25 giugno 2015,’
– Il voto potrò essere espresso per corrispondenza o direttamente presso il seggio.

6) Ritenete che debba essere il CND l’unico organo di controllo della gestione e dell’investimento del patrimonio immobiliare e mobiliare di Inarcassa?

Certamente sì. Purtroppo sono sottratte al controllo diretto del Delegato sia la gestione del patrimonio mobiliare e, gradualmente a partire dal 1° gennaio 2014, sia la gestione del patrimonio immobiliare, salvo complicatissimi e farraginosi meccanismi di accesso agli atti che spesso viene impedito.
Gli unici che detengono il controllo diretto di tutto sono il Presidente e i componenti della Giunta Esecutiva e del Consiglio di Amministrazione.

7) Ritenete che sia opportuna una maggiore trasparenza gestionale degli investimenti e degli atti da parte di INARCASSA con relativa e puntuale informazione agli iscritti ed eventuale partecipazione e suggerimenti degli stessi alle iniziative del CND?

Certamente sì. Ma come detto precedentemente, pur in presenza di un “Regolamento Interno per l’accesso a documenti, atti e notizie da parte dei componenti il Comitato Nazionale dei DeIegati” che recita all’art. 3:
– Considerato il rapporto funzionale con il mandato da assolvere, il diritto di accesso da parte dei Delegati si esercita esclusivamente in via formale, mediante richiesta inoltrata al Presidente di lnarcassa, della quale dovrò essere rilasciata ricevuta. La richiesta di accesso dovrò contenere I ‘identità del richiedente e gli estremi dei documenti, atti e notizie oggetto della richiesta stessa, ovvero gli elementi che ne consentano I ‘individuazione.
tale diritto di accesso viene puntualmente negato dal Presidente di lnarcassa.

8) Qual è il ruolo del Delegato INARCASSA?

Il ruolo del Delegato è senz’altro un “ruolo politico di indirizzo e controIIo” della gestione patrimoniale di INARCASSA. Nel tempo, purtroppo, tale delicato ruolo anziché essere valorizzato è stato sempre più svilito, con il beneplacito di molti Delegati consenzienti. Con la mancanza di “regoIe virtuose” e con i meccanismi attuali assembleari, ogni tentativo di maggiore approfondimento e migliore coinvolgimento degli Associati nelle decisioni importanti viene soffocato.

 

http://www.inarsindbari.org/it/sezione/notizie/28/inarsind-bari-intervista-i-delegati-provinciali-inarcassa.htm