Intervista a: “la COSAInsostenibile”

Da tempo avevamo preparato quest’intervista per raccontare l’esperienza del primo anno da Delegati dei nostri eletti come InarcassaInsostenibile.

La pubblichamo a pochi giorni dal prossimo CND nel quale si discuterà la controversa proposta riguardante il “Codice Etico” che potrebbe costituire una pietra tombale sul coinvolgimento degli iscritti alle attività del CND, le cui attività diverrebbero così riservate da sembrare quasi segreto di stato…

 

1) A distanza di poco più di un anno dal vostro ingresso nel Comitato Nazionale, qual è il bilancio della vostra attività?

Dopo un periodo di assestamento necessario per capire il contesto in cui siamo stati chiamati ad operare, ci siamo dedicati a portare nel CnD tutti i problemi che erano emersi negli incontri con gli iscritti, nei tavoli di lavoro, e nei confronti sui social in questi ultimi anni. Molte le mozioni e le proposte presentate nei comitati, quasi sempre apprezzate ed applaudite, ma i vecchi preconcetti sono duri a morire e ci siamo sempre ritrovati a non avere abbastanza voti per renderli reali.

 

2) Qual è la vostra impressione dal punto di vista umano e professionale del contesto interno al Comitato nazionale?

Il Comitato Nazionale è una costellazione molto eterogenea di persone, formata da 225 delegati, ognuno con un proprio bagaglio culturale e lavorativo, che si trovano in CND spesso da più di un mandato, alcuni già pensionati Inarcassa o di altri enti. Altro aspetto è l’età media, di certo non bassissima; questo ha sicuramente due risvolti molto interessanti: da una parte la preparazione e l’esperienza, dall’altra la difficoltà ad accettare che la realtà professionale ed il mercato del lavoro sono cambiati e sono in continua evoluzione. Cosa positiva è stata l’entrata di un buon numero di nuovi delegati che hanno portato un’ondata di rinnovamento.

Non tutti però partecipano attivamente ai lavori dell’assemblea, ma questa forse è una conseguenza di come l’assemblea si svolge, e di come in qualche modo disincentivi alla partecipazione.

 

3) Avete quindi incontrato difficoltà nel proporre il vostro punto di vista?

Nel proporlo, no; nel farci ascoltare, un po’ di più. Il CND funziona come un piccolo Parlamento: il CdA porta le sue proposte e chiunque può intervenire, presentare mozioni, proporre emendamenti. Gli emendamenti però non vengono portati tutti alla votazione, esiste un meccanismo molto complesso per cui alcuni vengono dichiarati “non ammissibili” o “decadono”. Da molti anni ormai dentro Inarcassa esiste una “maggioranza” e una “minoranza”, esattamente come in Parlamento, ma non ci sono regole che assicurino la rappresentanza proporzionale delle due parti negli organi che controllano il funzionamento dell’assemblea. Nonostante il comitato abbia aperto il quinquennio  sotto l’auspicio di un dialogo e del superamento delle distanze tra chi ha ottenuto la maggioranza e chi ha visto la propria parte sconfitta, all’atto pratico ci sembra invece sussistere una sorta di pregiudiziale o comunque di controllo su ciò che deve passare o meno all’interno del comitato. Sembra che ai delegati, più che di esprimere l’indirizzo politico della Cassa, sia chiesto di sottocrivere formalmente le scelte prese dai vertici, lasciando poco spazio di manovra se non per piccoli e marginali correttivi.

Altre iniziative sono decise direttamente dal CdA e noi ne prendiamo solo atto, come la rateizzazione del conguaglio, la compensazione col le pubbliche amministrazioni, ECC.

Il nostro potere è limitato, ci impegniamo a difendere all’esterno l’importanza della contribuzione ma è nostro dovere informare i colleghi di cosa potrebbe essere migliorato o del tutto cambiato, e nello stesso tempo è nostro diritto riportare all’interno le problematiche esterne. Non sappiamo se ciò potrà cambiare in positivo o in negativo, alla luce di un possibile codice etico che ci verrà proposto in un prossimo futuro. Speriamo che il nostro raggio di azione non venga limitato, in quanto rischieremmo di perdere il senso di essere delegati dagli iscritti.

 

4) A distanza di un anno dal vostro ingresso nel Comitato nazionale, quali sono state le vostre proposte ?

Abbiamo fatto varie proposte e siamo intervenuti su diversi argomenti.
Abbiamo lavorato sul tema del sostegno alla libera professione presentando uno schema dettagliato ed una relazione, diventata poi raccomandazione su invito di molti colleghi anche facente parte del CdA, in cui si chiedeva un diverso indirizzo politico della Fondazione perchè divenisse capace di coinvolgere tutti gli iscritti ad Inarcassa, per fare sopratutto azione di pressione politica verso il governo e il legislatore, coordinandosi maggiormente con i Consigli Nazionali, Ordini, Sindacati, e associazionismo; abbiamo lavorato sul tema dell’ampliamento delle forme di assistenza ai liberi professionisti attraverso una mozione che desse mandato al Cnd di costituire un Comitato ristretto che lavorasse su temi precisi, ossia sostegno alla famiglia, revisione del regolamento sulle pensioni di invalidità e inabilità permanente, assistenza alla malattia; alla fine siamo stati costretti dal meccanismo di funzionamento dell’assemblea a convertire la mozione in raccomandazione, e ad oggi aspettiamo i risultati.
Abbiamo presentato due emendamenti sul tema dell’iscrivibilità ad Inarcassa per i cosidetti “pendolari tra il lavoro dipendente e l’attività di libero professionista” entrambi bocciati.
Abbiamo presentato una mozione sul tema del voto elettronico, un tema marginale ma sicuramente importante in termini di rappresentatività e di risparmio gestionale; in questo caso abbiamo riportato una piccola, importante vittoria con l’accoglimento da parte dell’assemblea.
Abbiamo votato compattamente l’abbattimento del sistema sanzionatorio attualmente bocciato dal Ministero dell’economia e delle finanze. All’esterno l’associazione si è spesa per denunciare la mancanza di un riferimento al pagamento del 4% di integrativo per le società di Ingegneria nel nuovo Codice degli Appalti che potrebbe aprire contenziosi con Inarcassa, e ci siamo adoperati insieme ad altri delegati a denunciare il tentativo da parte del Governo di far partecipare le Casse private al finanziamento dei Fondi Atlante 1-2 il cui scopo è principalmente il salvataggio delle banche in sofferenza. Su questo punto dobbiamo constatare che il Comitato Nazionale ha bocciato la mozione, appoggiata da noi, in cui si chiedeva di mettere nero su bianco l’impegno di Inarcassa a non entrare nel futuro in simili tipi di investimento.

 

5) Quali risultati avete conseguito?

Ad oggi il risultato più importante è allo stesso tempo fondamentale e insufficiente, perchè indiretto: l’attività dell’associazione e degli iscritti è importantissima perchè ha rappresentato una voce che ha costretto a mettere al centro della discussione nel CND alcuni temi quali ad esempio la revisione delle sanzioni, affrontata senza risultati già nel 2014, che ha visto finalmente un’unità  di intenti da parte di tutti i delegati. In questo senso il lavoro “culturale” fatto da In In insieme a tutto il mondo dell’associazionismo professionale per far emergere l’enorme sofferenza degli Iscritti e trasformarla in istanza politica ha di sicuro conseguito un risultato; molti dei nostri punti programmatici sono diventati punti all’ordine del giorno del CND. Ricordiamo ancora con quanta miopia vennero accolte le nostre forti perplessità sull’aumento dei minimi in un momento in cui la crisi della professione si affacciava chiaramente. Per noi il problema all’epoca era chiaro. Oggi sembra essere chiaro a tutti. Purtroppo questa presa di coscienza ha finora messo in atto piccoli – e necessari – aggiustamenti, ma non ancora quel  cambiamento in grado di avere ricadute davvero concrete e positive sulla vita degli associati.

 

6) Se facessimo una sintesi, quale giudizio esprimereste sull’attività del nuovo CDA e CND di Inarcassa?

Anche se siamo a meno di metà del quinquennio, alcune valutazioni possono essere fatte. Risultati concreti ancora pochi: la rimodulazione delle sanzioni è stata bocciata dai Ministeri vigilanti; la rivalutazione dei montanti contributivi al 4,5% idem. Non sembra esserci alcuna volontà di mettere mano ai contributi minimi, così come sul pregresso sanzionato su cui non si vuole dare una soluzione, che certamente non può essere una sanatoria, ma che potrebbe però trovare strade alternative. Anche la Fondazione Inarcassa, che dovrebbe svolgere un ruolo politico, non ha ancora conseguito risultati interessanti e la sua attività spesso si allinea con quanto già svolto dagli Ordini territoriali.

 

7) Ricapitolando, sembra ci sia ancora necessità di migliorare il nostro sistema previdenziale. Cosa fare?

Si, é chiaro, crediamo ci sia ancora molto da fare, i temi più importanti non sono stati affrontati. La contribuzione raggiunge percentuali relative al reddito altissime al diminuire dello stesso, e questo provoca prima la mancata contribuzione, poi sanzioni alte, e come definitiva conseguenza la difficoltà da parte dell’iscritto a tornare in regola. Se a questo si somma l’obbligo di certificazione di regolarità contributiva per accedere a commesse pubbliche, capiamo con chiarezza qual è la situazione. Si rinuncia al futuro per cercare di sostenere il presente. E su questo una risposta importante deve arrivare anche dalla Cassa e da chi dentro la Cassa ha il compito di dare gli indirizzi politici, noi compresi.

 

I Delegati

 

CNd ottobre 2015

Art 12 Statuto: rischi di investimento

Promozione e sviluppo della professione

Modifiche statutarie

Regime sanzionatorio, discussione generale

Nomina componente della Fondazione

Parere dei Minsteri su decadenza dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti.

Elezioni del componenti dei Revisori dei Conti.

 

CNd novembre 2015

Bilancio di previsione esercizio 2016

Certificazione bilanci

Bilancio

Nomina componenti della Fondazione

Parere del Ministero e decadenza del Collegio dei Revisori

elezione Collegio dei Revisori

Modifica art. 18 dello Statuto

Modifichestatutarie – armonizzazione

Modifica art 7 -10-11dello Statuto: discussione generale.

Modifiche al Regolamento sulle modalità di votazione per l’elezione dei componenti del CNd.

 

CND aprile 2016

Bilancio consuntivo

Modifica dello Statuto e costituzione dei comitati ristretti

Indennitá de paternità. Atto correttivo.

Modifica del regolamento per riunioni CNd

Istituzione polizza infortuni, inabilitá.

 

CND Ottobre 2016

Art. 12.1 lett. a) Statuto: Criteri generali cui deve uniformarsi l’Amministrazione di Inarcassa: deliberazione dei criteri di individuazione e ripartizione del rischio degli investimenti: Asset allocation

Individuazione delle attività di promozione e sviluppo dell’esercizio della libera professione per gli associati ad Inarcassa (art. 3 del Regolamento di attuazione dell’art. 3.5 dello Statuto): Fondazione

Sistema sanzionatorio: discussione generale