LA DEROGA BEFFARDA AL CONTRIBUTO MINIMO

Sono necessari dei chiarimenti sulla possibilità di deroga al minimo soggettivo:

Se parliamo in termini di proverbi dovremmo dire: “oltre al danno pure la beffa”.
Eh si, proprio così!
Riassumeremmo così: oltre a subire il danno causato dal non riuscire a pagare, ci si trova anche a doverne rispondere come se il danno lo avessimo generato e non subito.

Sinteticamente funziona così:

1- Contributo Integrativo 753 euro – si verserà per intero in due rate della quota
50% a giugno 2014
50% settembre 2014

2-Versamento contributo soggettivo calcolato secondo Dich. Redditi 2014, e riservato solamaente a chi :
“già nel 2014, prevede di conseguire un reddito professionale inferiore a 15.690 euro che può non versare il contributo soggettivo minimo (€ 2.275) e pagare il 14,5% del solo reddito effettivamente prodotto entro dicembre 2015, dopo la presentazione della dichiarazione on line”
Il comunicato Inarcassa sottolinea che “L’anzianità utile alla pensione sarà riconosciuta in misura proporzionale a quanto versato nell’anno ma, poiché contribuire poco significa godere di una minore pensione futura, si potranno integrare gli importi dovuti entro i cinque anni successivi e assicurarsi così l’anzianità previdenziale completa”.

“Una modifica normativa ad alto contenuto sociale – ha sottolineato la Muratorio – che costituisce un’ulteriore opportunità di sostegno ai liberi professionisti associati alla Cassa e conferma la flessibilità degli strumenti che Inarcassa offre per una costruzione sempre più personalizzata del proprio percorso previdenziale”.

ALTO CONTENUTO SOCIALE? FLESSIBILITÀ?

E’ bene sottolineare che NON si PARLA di ABOLIZIONE del contributo soggettivo. ADERIRE ALLA DEROGA significa che per assicurarsi l’anzianità previdenziale intera è necessario versare in totale tale somma, € 2.275 ,entro 5 anni cioè entro il 31/12/2020.

Due aspetti fondamentali:
1- per il rientro dei contributi non versati si parla di “integrazione volontaria”.

Chi legge è tratto in inganno perchè la parola volontaria, volontaria, la prima cosa che pensi è… Potrò versare quando li avró.
Attenzione, così non è perchè L’INTEGRAZIONE VOLONTARIA relativa al versamento per rientrare del contributo dovuto nei termini previsti dei 5 anni, non è affatto volontaria, ma deve essere totale, pena la mancata anzianità previdenziale (quindi pensione ancora più bassa).
“Entro i cinque anni successivi a quello per il quale è stata esercitata la facoltà di cui sopra e comunque entro la domanda per l’accesso al trattamento pensionistico, gli iscritti possono corrispondere la differenza tra il contributo minimo soggettivo dovuto ed il contributo soggettivo versato, al fine di assicurarsi l’anzianità previdenziale dell’anno;
l’onere a carico dell’iscritto viene determinato mediante il Regolamento Riscatti.” (come da art. 4c.3 RGP2014)

2- E qui entra in gioco il secondo aspetto….. e cioè per assicurarsi l’anzianità previdenziale intera è necessario versare quando dovuto secondo il Regolamento dei Riscatti che però ad oggi ancora non prevede il caso specifico.
Quindi per SANARE in seguito è obbligatorio pagare un onere che al momento dell’adesione non è riportato in nessun Regolamento.

Cosa significa tutto questo? Prima aderiremo alla deroga e poi DOPO scopriremo quanto saremo costretti a versare in più per assicurarsi la totale anzianità previdenziale

Le modalità della DEROGA AL MINIMO SOGGETTIVO sono al link
http://www.inarcassa.it/site/home/articolo6347.html