Le risposte al DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 Curaitalia

L’emanazione del Decreto del 17 marzo 2020 facendo delle distinzioni importanti tra varie categorie di lavoratori autonomi, riguardo l’accesso ai sussidi e alle agevolazioni statali, ha suscitato indignazione e rezioni in tutto il mondo delle professioni.

Di seguito, in ordine cronologico e liberamente scaricabili, alcuni dei documenti prodotti da Istituzioni e associazioni del mondo delle professioni tecniche, per tutelare dinanzi al governo la categoria dei liberi professionisti affinché abbiano pari dignità a tutti i lavoratori autonomi.

IL DL 17-03-2020 Cura Italia

  1. Lettera Confprofessioni a seguito dell’emanazione Decreto Legge 9/2020  “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”
  2. lettera della Federazione Toscana che sollecita il CNAPPC a scrivere una lettera al Governo Conte in cui inserire che i lavoratori devono avere pari dignità a seguito della esclusione dei professionisti non iscritti in GS nell’art. 16 del DL 9/2020.
  3. Lettera Confprofessioni Emilia Romagna al presidente Bonaccini perchè si faccia promotore di azioni a tutela dei Liberi professionsiti ( si cheide pari dignità)
  4. lettera CNAPPC al Governo Conte con inserimento al punto 3) di quanto richeisto da Federazione Toscana
  5. lettera della Rete delle professioni scientifiche al Governo Conte
  6. lettera di 50 delegati inarcassa al Governo Conte ( alla vigilia dell’uscita del Decreto Cura Italia) sempre per chiedere pari dignità e che discriminazioni di cui all’art. 16 del DL 9/2020 non siano ripetute nel decreto di prossima emeanzione ( poi Decreto Cura Italia)
  7. Lettera CUP e RPT al Governo Conte
  8. Lettera delle professioni tecnche sicnetifiche al Governo Conte
  9. Comunicato Fondazione Inarcassa a tutela dei liberi professionisti
  10. Comunicato Oliveti ADEPP contro il decreto Cura Italia richiesta pari dignità dei professionisti.
  11. Comunicato di Confprofessioni nazionale che plaude per misure per dipendenti degli studi (e nonostante all’interno di Confprofessioni ci sia Inarsind la nostra categoria è dimenticata e non si tiene conto nemmeno della lettera di Confprofessioni Emilia Romagna)