SE SON ROSE FIORIRANNO…

epheso

Questa in sintesi (non nostra) la slide mostrataci al workshop dello studio epheso sulla riforma Inarcassa dopo aver mostrato analoghi grafici per tutte le altre casse privatizzate. Ora come si evince da questa analisi secondo lo studio Epheso e naturalmente con grande contentezza della presidenza e del Cda due cose emergerebbero da questo grafico.

A) Il tasso di sostituzione (che ricordiamo essere la percentuale tra la prima pensione erogata e l’ultimo reddito percepito) tra chi andava in pensione con vecchie coorti nel sistema retributivo e chi andrà in pensione col sistema contributivo non cambia praticamente che di qualche punto percentuale.
B) Il tasso di sostituzione di chi andrà in pensione col contributivo è addirittura del 45%, un tasso decisamente alto rispetto alle altre casse e in valore assoluto ottimo.

Punto A) Alla nostra richiesta di vedere la curva salariale sulla quale sono state fatte queste simulazioni non abbiamo avuto risposta se non che era stato preso in considerazione un tasso di crescita dello stipendio costante del 2% annuo. Quindi nessuna informazione sul reddito di partenza e reddito finale e sopratutto una simulazione fatta su un modello reddituale assolutamente inverosime. Vorrei sapere quanti di voi ogni anno vedono il reddito aumentare costantemente del 2%.
Altra questione. Ma se il tasso di sostituzione tra pensione retributiva e contributiva non cambia così tanto (avete visto quanto è brava inarcassa nei riguardi dell’equità intergenerazionale?) a cosa serviva passare al contributivo???? e come mai c’è stato un fuggi fuggi verso la pensione per chi ne aveva la possibilità???

Punto B) Tasso di sostituzione per un pensionato contributivo del 45%????? Grazie Inarcassa mi verrebbe da dire se fosse vero. Ma da documenti Inarcassa stessi e da simulazioni altre questo tasso di sostituzione si aggira verso il 30-35% altro che 45%. Ma su questo punto a cui sinceramente non crediamo ci stiamo muovendo per avere più autorevoli informazioni.

Dopo essere entrati nel merito della questione più prettamente tecnica, mi vorrei soffermare sulla gestione assolutamente poco democratica del workshop.
Premesso che non ci aspettavamo neanche di poter entrare, ed invece non c’è stato alcun problema, quello che ha lasciato veramente perplessi è questo continuo ostruzionismo al dialogo ed alla trasparenza. Si ha sempre la sensazione di essere davanti ad un gruppo di persone che ritengono Inarcassa una loro faccenda privata in cui la presentazione di domande sul tema del workshop per approfondire le questioni trattate sono viste più come un disturbo che come una occasione di confronto. I momenti di tensione li creano loro di continuo, impedendo ad esempio una ripresa video, imponendo una sola domanda senza possibilità di controreplica a chi sta li per sollevare domande, l’impossibilità da parte dei delegati scettici rispetto a quanto stanno osservando di poter esprimere anche con l’ausilio di slide dubbi e questioni. Ed è lì che si ha la sensazione come ci ha sonoramente confermato un Delegato di essere ospiti indesiderati e non professionisti preoccupati. E questo non è ammissibile da parte di un Ente che gestisce un patrimonio costruito sui versamenti degli iscritti e con il quale dovrà essere garantito l’equilibrio della Cassa a fronte di una erogazione di pensioni che dovranno avere una consistenza dignitosa e non sembrare una elargizione caritatevole.